Nido d’Aquile

Nido d'AquileSINTESI
Il testo spazia dagli albori del volo in quel lembo di territorio del basso Lazio allora ancora assoggettato alla palude fino al tempo odierno toccando ogni aspetto pertinente all’aviazione nell’Agro Pontino. Si narra del volo sportivo e turistico parlando della non più esistente scuola volovelistica di Sezze e degli altri campi di volo scomparsi di Cisterna e Terracina. Si riferisce degli eventi bellici che nel 1943/44 investirono quella regione e della ricostruzione post-bellica e dei nuovi e importanti organismi militari che danno lustro al territorio. Non si è tralasciato di descrivere le industrie aeronautiche e si è infine ricordato Alessandro Marchetti, progettista di aerei leggendari.

PREFAZIONE
Euro Rossi da ragazzino ha sempre dimostrato un’inesauribile curiosità, appagata leggendo i fascicoli dell’enciclopedia Conoscere. Un giorno, proprio in uno di quei fascicoli, Euro Rossi lesse e rilesse come si pilotava un aeroplano, rimanendone così affascinato che in una parte recondita del suo cervello scoccò la scintilla di realizzare quel sogno di pilotare un aereo coltivato ogni sera prima di chiudere gli occhi inquieti ed avidi di sapere.
A diciassette anni il battesimo del volo, a ventuno l’ingresso nell’Accademia di Pozzuoli, a ventisei il brevetto di pilota militare e, poi, una carriera lunga e prestigiosa anche nel contrappasso che ne ha segnato gli ultimi anni: Euro Rossi oggi è l’esemplare e orgoglioso custode dell’Archivio Storico dell’“Arma Azzurra” e presidente della Commissione Italiana di Storia Militare.
Lui, che come tutti i ragazzini non amava i libri, ne ha scritto uno, minuzioso, avvincente, splendido: Nido d’Aquile.
Una seconda edizione dell’opera ad appena quattro anni dalla prima, è un evento straordinario. Accade di rado. E solo in presenza di un successo editoriale, suffragato anche dall’inserimento del libro nella Selezione 2000-2004 della “International Bibliography of Military History” del Comitato di Bibliografia della Commission Internationale d’Histoire Militaire. Credo che sulla felice scelta della “Herald Editore” abbiano influito oltre al successo editoriale anche altri fattori, come quello di offrire ad un pubblico più vasto la storia dell’Aeronautica Militare nell’Agro Pontino, raccontata sullo sfondo dell’opera di bonifica che rese fertili terre sottratte ad una palude malsana e invivibile da mani arrossate dai morsi delle zanzare, ma caparbie nel tracciare il solco in cui albergare il seme di una vita nuova e meno grama di quella vissuta prima di raggiungere l’Agro Pontino.
Senza Nido d’Aquile, alla storia di Littoria-Latina e del suo territorio mancherebbero pagine fondamentali, che soprattutto i giovani dovrebbero conoscere non solo per arricchire un bagaglio di poche, troppo poche quanto incerte, letture, ma per bagnare l’animo in valori che contribuiscano a rendere tersa e solida la prospettiva di una società in cui, ormai, di rado ci si domanda cosa siano il Sacrificio, il Dovere, la Lealtà, l’Onore, l’Onestà, la Patria.
Queste pagine raccontano di pionieri del volo come il Capitano Enrico Comani (al quale l’Aeroporto è intitolato fin dal 1938), Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico, che il 28 dicembre 1937 decollò alla volta del Brasile per conquistare all’Italia il primato di distanza (7.013 chilometri) per idrovolanti. Fu un’impresa straordinaria, ma funestata nel volo di ritorno dall’avaria dei motori che, ormai in fiamme, costrinsero l’ufficiale e il suo diretto superiore, il Comandante Mario Stoppani, ad un ammaraggio di fortuna per poi tuffarsi, insieme ad altri due componenti l’equipaggio del velivolo, tra acque fiammeggianti e infestate dagli squali: un destino terribile al quale solo Stoppani ebbe la fortuna di sottrarsi.
Queste pagine ricostruiscono la figura di grandi personaggi del mondo aeronautico come Alessandro Marchetti, di Cori, progettista e costruttore eclettico di aerei che, nel Mediterraneo, diedero filo da torcere alle navi nemiche. Come l’SM 79, quel “Gobbo maledetto” legato alle imprese straordinarie di coraggiosi e pluridecorati aerosiluratori come il Maggiore Carlo Emanuele Buscaglia, al quale venne intitolato il 132° Gruppo costituito proprio da Buscaglia a Littoria e del quale fece parte, pure lui pluridecorato, Carlo Faggioni.
Come il mitico Buscaglia, Faggioni era un temerario (“Che a ragionar troppo il proprio dovere non lo si fa”) e la sua storia nell’“Arma Azzurra” è fortemente legata all’Aeroporto di Littoria dal quale effettuò molte delle sue estreme missioni. Fu abbattuto poco lontano, sulle acque del mare di Anzio. Di Faggioni, il nemico rinvenne solo un portacarte e un berretto e li consegnò in segno di rispetto ad un’altra Medaglia d’Oro al Valor Militare, Giulio Cesare Graziani, suo grande amico e commilitone sempre a Littoria nel famoso “Gruppo Buscaglia”.
Tra storia e storie, Euro Rossi tiene salda la cloche del racconto sulla rotta della sobrietà espositiva e, nel contribuire a tracciare il profilo degli Assi della regia Aeronautica di stanza a Littoria, evita di imbardare nella retorica anche quando
accenna al dramma della scelta (contro o accanto i tedeschi) che essi fecero all’indomani dell’8 settembre sullo sfondo di due grandi fronti (la Linea Gustav ed il fronte Anzio-Littoria-Cisterna-Aprilia) al centro dei quali si trovò la popolazione della provincia, patendo morte e distruzione in ciascuno dei comuni che ne fanno parte.
In tal senso Nido d’Aquile assume inoltre il valore di un’opera che concorre a fare memoria dopo averla ricostruita con pazienza sulla base di atti e testimonianze, espressione di una ricerca giustamente ansiosa di compiutezza e di indiscutibile valore storico e documentale che si spinge nel passato recente e nell’attualità di un momento in cui Latina continua ad essere un centro altamente qualificato dell’Aeronautica Militare per la formazione dei piloti militari e di personale tecnico-operativo di elevata specializzazione, nonché polo di riferimento intorno al quale sono nate e si sono affermate industrie di settore con produzioni in grado di competere sul piano internazionale sia per tecnologia che per design.
Non resta quindi che ringraziare Euro Rossi che, dopo aver regalato alla città il primo e più bel Monumento all’Aviatore realizzato in Italia, ci ha fatto anche dono di preservare parte della memoria storica del nostro territorio.

Armando Cusani
Presidente della Provincia di Latina