Piano Rifiuti, uscire dall’emergenza… a chiacchiere

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Sul fronte del ciclo combinato dei rifiuti la maggioranza politica che sostiene Marrazzo, nell’ultima settimana, si è “incartata” di nuovo. Dopo giorni di dure critiche al Piano Regionale dei Rifiuti, da parte dei massimi rappresentanti della coalizione di sinistra e per scongiurare, a Roma, le sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali del settore, il Governatore non ha trovato di meglio da fare che rimodulare il Piano. Dalle dichiarazioni ascoltate e lette su quest’ennesimo grande risultato raggiunto (sic!), si evince chiaramente che si tratta di un finto accordo, teso ad evitare il programmato sciopero della “monnezza” che avrebbe rovinato l’aurea immagine del sindaco di Roma Veltroni.

Nuovo piano rifiuti regionale, un evento mediatico e basta!

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Cari lettori che ci seguite ormai da qualche mese attraverso questa rubrica, vi informo che la settimana appena terminata ha vissuto momenti mediatici esaltanti per l’ansiosa attesa della consegna al Ministro Pecoraro (Scanio), da parte della Regione Lazio, del nuovo Piano regionale dei rifiuti solidi urbani. Il periodo temporale intercorso da lunedì ventinove gennaio a venerdì due febbraio, è da considerare, giornalisticamente e politicamente, il momento più inebriante per le tante e spesso contrastanti dichiarazioni da parte di alti e prestigiosi rappresentanti del governo di sinistra stanziali in Via della Pisana e in Via Rosa Raimondi Garibaldi. Enunciazioni rilasciate tutte all’Ansa, la più importante agenzia di stampa italiana, evidentemente ritenute strategiche dai rappresentanti della sinistra regionale e propedeutiche per creare la giusta attesa mediatica, come in genere si usa fare per le grandi manifestazioni sportive e di spettacolo.

 

Compendio al Consiglio Provinciale

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Discarica

Consiglio provinciale, questa mattina, incentrato quasi esclusivamente "Sull’esame delle problematiche connesse alla gestione dei rifiuti". Presente nella sala Consiliare del Palazzo della Provincia anche l’avvocato Corrado Carruba, uno dei quattro esperti nominati dal Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, per l’emergenza rifiuti. Il dibattito, come al solito per questo tema, si è sviluppato su posizioni ormai note per i partiti che compongono lo schieramento di governo e opposizione dell’Ente di Via Costa. Roberto Migliori (AN) sottolineava che "L’intervento dell’avvocato Carruba, pur apprezzabile dal punto di vista teorico e cattedratico nulla dice in termini sostanziali. Significa – proseguiva Migliori – che la Regione Lazio non ha una strategia sul Piano Rifiuti Regionale, o meglio, l’unica strategia rappresentata è stata quella di "non avere strategia". Non si può chiaramente eleggere a strategia la concertazione con le istituzioni. Non si ha o meglio la Regione Lazio non ha una sua idea di come assolvere il problema dei rifiuti. Differentemente la Provincia di Latina ha espresso il suo progetto politico che è l’unico possibile.

Changer la femme

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Discarica

Le trascorse elezioni regionali hanno decretato il loro insindacabile giudizio: il centro sinistra guidato dal "bravo presentatore" Piero Marrazzo ha vinto la consultazione. E’ stato nel Lazio, ma soprattutto nella Capitale d’Italia, un chiaro referendum sull’operato del governo centrale, giudicato dal popolo degli elettori non all’altezza delle aspettative. Francesco Storace, ed in questo quadro anche l’intera maggioranza di centro destra che ha governato la Regione Lazio per cinque anni, non avrà, dunque, la possibilità di continuare la seconda parte del programmato lavoro. Qualcuno affermerà che non è una grave perdita e che in fondo questi repentini mutamenti dell’opinione pubblica votante sono ormai connaturati nell’odierna società, e dietro l’angolo delle sorprese elettorali. Per entrare, poi, nell’analisi del voto con un ragionamento più marcatamente provinciale, Latina ha retto, al pari delle altre province laziali, l’urto dello sfaldamento verso il centro sinistra.

Si aggiorna il Piano Rifiuti Provinciale

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Raccolta differenziata

Questa settimana, dopo un periodo di "vivaci confronti mediatici", sul versante del No al Termovalorizzatore non abbiamo rilevato nulla di interessante. Ci dispiace per i "conducator" della protesta, ma e proprio cosi. Ed allora possiamo entrare subito in tema fermando la nostra attenzione su alcuni aspetti, tecnici e di indirizzo, che la Provincia di Latina sta ponendo in campo per disciplinare il settore del Ciclo Combinato dei Rifiuti. L’ufficio di Piano dell’Ente sta, infatti, compiendo gli ultimi rilievi per aggiornare il Piano Rifiuti Provinciale. Come ben sapranno i lettori di queste pagine, il Piano Rifiuti Provinciale risale all’anno 1997, mentre il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, il quale definisce i requisiti ed i criteri di scelta delle aree idonee ad accogliere le diverse tipologie di impianto, e del 2002.

Quelli del no!

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Schema funzionamento Termovalorizzatore

E’ stata, quella che ci ha appena lasciato, una settimana strana. Strana per le condizioni climatiche, certamente non favorevoli: acqua, neve e freddo l’hanno fatta da padrone sull’intera Provincia e sull’italico stivale, ma anche per una serie di reprimende che sono arrivate a chi scrive da alcuni rappresentanti della protesta organizzata di Borgo Montello/Bainsizza. Del resto tali reazioni, crediamo, fanno parte dell’ordine naturale delle cose; perché da una parte c’e chi pretende, come il sottoscritto, pur non avendo titoloni accademici specifici nel curriculum vitae, se non l’intelletto (poco) e la pazienza (tanta) di leggersi 707 pagine del Piano Regionale dei Rifiuti emanato dalla Regione Lazio, oltre alle 101 pagine di quello d’Emergenza, le 40 del Sistema Integrato Provinciale, oltre a decine e decine di pubblicazioni, ultima il "Light My Fire" "Il Mercato dei Rifiuti in Italia", per tentare, giornalisticamente scrivendo, di trasferire tutti i dati a chi ha la pazienza di leggere la corrispondenza su La Provincia, mica su una rivista scientifica e all’avanguardia nel settore "Monnezza&Affini" (con tutto il rispetto per il Giornale che mi ospita). Sull’altro versante, si palesa la legittima ma ingiustificata prosopopea di chi si sente investito dal destino per l’ultima battaglia, quella giusta e risolutiva, e per giunta accompagnato, per sua fortuna, da una intelligenza sovrumana e dottorale, tanto da essere in grado, a prescindere, di sapere quale e il bene ed il male, per se e per gli altri, in senso assoluto e con diplomi di laurea alla mano. Mica a chiacchiere.

Rifiuti solidi urbani: né di destra né di sinistra

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Schema funzionamento Termovalorizzatore

"I termovalorizzatori sono indispensabili, senza non si esce dalla crisi". Lo affermava qualche tempo fa il Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino al Corriere della Sera. "La Campania – sosteneva Bassolino nell’intervista – deve andare avanti. Dobbiamo fare ogni sforzo per mettere alle nostre spalle l’emergenza rifiuti. Senza termovalorizzatori non si esce dalla crisi". Insomma, senza dare spazio a dubbi il Presidente della Regione Campania assicurava inoltre che: "Moderni impianti di termovalorizzazione sono indispensabili, assieme ai Cdr e ad una piu forte raccolta differenziata per completare il ciclo integrato dei rifiuti". "Ed e lungo questa linea – aggiungeva Bassolino al "Corrierone" – che e giusto fare tutto cio che e possibile per rispondere positivamente alle preoccupazioni ambientali che vengono da Acerra". "La strada e quella, suggeriva il presidente della Regione, di: isolare violenti e facinorosi e continuare a dialogare con la citta di Acerra. Ed e dunque su questa strada che intendiamo continuare a muoverci in piena collaborazione con….". Questa era e rimane la posizione chiara e inconfutabile, mai smentita, del Presidente della Regione Campania.

Ciclo combinato dei rifiuti: la sindrome Nimby ed altre storie

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Schema funzionamento Termovalorizzatore

Nei giorni immediatamente successivi al Consiglio comunale di Latina, che fissava come unico punto all’ordine dei lavori il tema dei rifiuti e l’eventuale costruzione di un termovalorizzatore, ho avuto modo di leggere alcune dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da alcuni cittadini di Borgo Montello-Bainsizza. La quasi totalita degli intervistati, in rapida successione, dichiarava ad un giornale locale, i disagi indicibili che da anni sono costretti a subire a cagione dall’invadente e puzzolente discarica. Tra i coloro che rappresentavano l’inconfutabile disagio, sul finire del pezzo, la cronista riportava l’opinione del benzinaio di Borgo Montello, il quale con esperienza e consapevolezza confidava: "Se serve si deve fare (il termovalorizzatore) …E’ il progresso. Sono evidentemente cose piu grandi di noi, non possiamo protestare e dire non qui ma li, scaricando il problema su altri. Piuttosto quando si fara dobbiamo controllare che si faccia per bene. Protestare per me non serve a un bel niente".

Termovalorizzazione della frazione secca

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Schema Funzionamento Termovalorizzatore

Dopo lo sciopero attuato sabato scorso dal Comitato per il "No al Termovalorizzatore", ma anche da partiti politici del centro sinistra, associazioni sindacali e di base, ed in attesa di ulteriori sviluppi dal fronte della "protesta organizzata", torniamo al nostro percorso di conoscenza del variegato mondo del ciclo combinato dei rifiuti. Questa puntata la dedichiamo alla presentazione dei contenuti del Piano di Gestione dei rifiuti urbani della Regione Lazio, limitatamente al sistema integrato della Provincia di Latina (Ato 4). Lo facciamo, come si siamo ripromessi sin dall’inizio della nostra corrispondenza, leggendo le "carte" ufficiali e da queste trascrivendone le parti essenziali. Questo procedere, per capire meglio e di piu il pianeta rifiuti, lo ritengo il sistema migliore, perché al di la delle posizioni politiche espresse ed in itinere, della giusta protesta dei cittadini di Montello e Bainsizza, il problema esiste e va risolto in maniera onorevole e conveniente, sotto tutti i punti di vista, ad iniziare da quello sanitario, passando per quello tecnologico ed economico, per termina a quello culturale.

No alla Termovalorizzazione… a prescindere!

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Schema funzionamento Termovalorizzatore

Elaboro questo contributo senza conoscere il risultato di partecipazione o meno della "gente comune" rispetto allo sciopero generale attuato da uomini e donne appartenenti a partiti politici di centro sinistra e centro destra, associazioni di base e categoria, oltre al prevedibile codazzo della varia umanita, onnipresente in questi casi di alta visibilita mediatica, contro la presunta costruzione di un termovalorizzatore nella zona di Borgo Montello/Bainsizza. Lo faccio volutamente per non essere influenzato dal successo o dal flop dell’evento in programma, ma anche per non leggere e ascoltare per l’ennesima volta discorsi retorici e spesso privi di logica, come parte di quelli uditi nel programma Monitor di Lazio Tv. Per il telespettatore scevro da qualsivoglia posizione di parte, la trasmissione su: "Termovalorizzatore Si, Termovalorizzatore No" proposta dal bravo Egidio Fia, e stata uno spasso ed illuminante allo stesso tempo.