2007
Confidiamocelo in tutta onestà e senza difendere strumentalmente posizioni politiche di parte: Marrazzo nella vicenda legata al secondo scalo aeroportuale, perché di secondo scalo si tratta e non del terzo, si è comportato come Ronaldo, da fenomeno. Per mesi è andato in giro per il Lazio a promettere l’aeroporto a tutti: a Latina come a Frosinone, a Guidonia come a Rieti e in ultimo anche a Viterbo che ha un bell’altipiano per realizzarlo… forse nei prossimi decenni. Insomma, Piero Marrazzo e la sua ristretta alleanza di sinistra che decide (si fa per dire) anche sullo scibile umano e divino, alla fine ha scontentato tutti: dai sodali politici (vedi Frosinone) a quegli antipatici e anche presuntuosi del centro destra (vedi Latina). Quella del secondo scalo aeroportuale del Lazio è, dunque, l’emblematica storia di come la Regione Lazio amministra la res pubblica, della sua incapacità di porre in campo percorsi virtuosi senza offendere con comportamenti scorretti l’intelligenza e il buon senso di migliaia di cittadini. In questi tre anni Marrazzo ha dimostrato soltanto di essere il bravo presentatore che conoscevamo, inserito opportunamente dai registi Veltroni – Prodi all’interno della trasmissione dal titolo: “Una regione (Lazio) allo sbaraglio”.


























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