2011
Conferenza stampa di fine anno del Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani
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Il taglio dell’incontro con i giornalisti è stato articolato su 4 assi fondamentali: i conti pubblici, i temi strategici di maggiore rilevanza collettiva, la riforma delle Province, l’assetto istituzionale e gli scenari futuri.
Il primo asse, quello dei conti pubblici, è stato rivolto alla sfida condotta nel corso del 2011 sulle spese correnti, quelle per il personale e gli investimenti. Un dato per tutti: la Provincia non ha aumentato nessuna tassa e secondo l’Upi nazionale, sulla base del rapporto tra superficie territoriale e popolazione demografica, la Provincia di Latina è quella che ha il minor debito, 39 milioni di euro, contro i 104 – ad esempio – della Provincia di Frosinone. «Tanto più è alto il costo del personale e il rimborso del debito, tanto è meno agevole la possibilità di investire – ha commentato il Presidente Cusani – e questo Ente, la Provincia di Latina, non ha di questi problemi. Sempre in tema di conti pubblici, provate a cercare un’altra Provincia come la nostra (a parità di popolazione) che abbia solo 5 dirigenti (in origine erano 22), scoprirete che non esiste. E provate a fare la conta dei dirigenti di prima e seconda fascia che lavora nei ministeri, sono un’enormità».
Il Presidente Cusani, affiancato dal vice presidente e assessore ai lavori pubblici Salvatore De Monaco e dall’assessore alla promozione culturale e politiche sociali Fabio Bianchi è poi entrato nel merito dei principali temi strategici di rilevanza collettiva al centro dell’attività amministrativa dell’anno che si sta per chiudere.
«Iniziamo dalla scuola – ha proseguito il Presidente Cusani – facendo alcuni esempi. A Cisterna abbiamo inaugurato il Campus dei Licei, fiore all’occhiello della Politiche Scolastiche, ed è prossimo alla pubblicazione il bando per la costruzione di un analogo istituto ad Aprilia, ma anche a Terracina, Fondi e Formia. È in corso l’ampliamento del Bianchini di Terracina, la costruzione di un auditorio e del planetario al liceo scientifico Leonardo da Vinci e tanti altri interventi di ristrutturazione negli altri istituti scolastici per dare il massimo livello di qualità alle nostre scuole. Il primo intervento sulla competitività a livello comunitario inizia sui banchi di scuola. L’istruzione vince qualsiasi competizione».
Altro dato sul quale il Presidente Cusani ha posto l’attenzione è l’inversione di tendenza della mortalità sulle strade, passati da 82 nel 2010 a 63 nel 2011. Ampia la trattazione sulle tematiche sociali: «ci preoccupiamo di irrobustire – ha proseguito il Presidente – quella rete di protezione nei confronti delle persone che si trovano in una condizione disagevole, dagli emarginati ai disagiati psichici gravi, dagli autistici ai dislessici, ai non vedenti e agli indigenti. Per ciascuna di queste fasce sono previsti dei sostegni, per gli indigenti (13.000 nuclei familiari) in particolare l’acqua (fino a 110 metri cubi) e la luce sono sempre state fornite gratuitamente. Ampie misure di sostegno sono previste anche nel 2012 a favore dei disoccupati, degli inoccupati e degli operai in mobilità: grazie alla ricollocazione nelle aziende, circa 700 senza lavoro continueranno a percepire un sostegno mensile di 800 euro. Secondo l’Eures il numero di occupati più alto del Lazio si registra proprio in provincia di Latina, dove la disoccupazione scende dal 9,6 al 9,2. L’export complessivo del Lazio è del 7,8 miliardi di euro, di cui 3,6 grazie alla Provincia di Frosinone e 3 di Latina: insieme fanno quali il totale del dato regionale».
Infine il tema attualissimo delle misure del decreto Monti nei confronti delle Province. «L’abolizione delle Province, contemplata nel decreto “Salva Italia” del Presidente Monti, la riteniamo sbagliata. È un atto di grave irresponsabilità ed è una lesione della nostra Costituzione. La pretesa di fondo è quella di riversare le competenze delle Province in un unico grande calderone, qual è la Regione, ma non viene detto in quali proporzioni finanziarie e qualitative verranno ridistribuiti i servizi. L’abolizione non produce nessun risparmio (il 5% dei dipendenti sarà assorbito dai Comuni, tutti gli altri saranno assorbiti dalla Regione con un’integrazione contrattuale del 23%) e si demolisce la seconda parte del Titolo V della Costituzione, ovvero il principio di sussidiarietà che vede la vicinanza ai cittadini dell’amministrazione pubblica perché più rapida e controllata».


























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