2011
Sul tema legato alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili della Provincia di Latina, ma anche per tutti quelli impegnati nelle Comunità Montane, credo si sia prodotto in queste ultime settimane un’informazione quantomeno poco chiara.
È bene confermare che la Regione Lazio sostiene incondizionatamente la stabilizzazione occupazionale dei Lsu, tramite accordi sottoscritti o da sottoscrivere, in considerazione che in 180 enti locali sono occupati a tutt’oggi 1.868 lavoratori in progetti di pubblica utilità, un bacino da svuotare al più presto.
La Regione Lazio favorisce dunque la stabilizzazione dei Lsu e lo fa attraverso un incentivo “una tantum” pari a 35.000,00 euro ai datori di lavoro privati e agli enti pubblici economici, che li assumono a tempo pieno e indeterminato.
Nel caso di assunzione a tempo parziale indeterminato inferiore a 30 ore settimanali, calcolate su base annuale, l’incentivo è corrisposto in misura proporzionalmente ridotta al numero delle ore.
E ancora, gli incentivi restano cumulabili con altri benefici eventualmente riconosciuti in caso di nuove assunzioni, nel limite consentito dalla normativa comunitaria.
All’interno di questa cornice, massimo è stato il mio impegno, di concerto con l’assessore alle politiche del lavoro della Regione Lazio Mariella Zezza, nell’individuare le risorse necessarie e i percorsi virtuosi per far incedere anche i Comuni della Provincia di Latina e le sue Comunità Montane verso la stabilizzazione dei loro Lsu.
Un percorso trasparente che, lo voglio dire in modo netto, deve essere supportato dalla reale volontà delle amministrazioni pubbliche coinvolte di inglobare, nelle rispettive piante organiche, lavoratori che prestano servizio anche da 20 anni.
Volontà che mi sembra in alcuni casi debole, come quella che ho riscontrato nell’amministrazione comunale di Priverno che, nonostante le mie sollecitazioni continua a manifestare un’incrollabile volontà nel non voler recedere dal proposito di stabilizzare soltanto otto Lsu, riservando ad altri pochi un contratto co.co.co.
Determinazione granitica che mi auguro si attenui, avendo coinvolto direttamente l’assessore Angelo Miccinilli e avendogli in illo tempore proposto il cammino da seguire per il superamento delle problematiche lamentate.
Nelle ultime settimane e di pari passo alle polemiche, hanno suonato la grancassa della propaganda anche gli esponenti privernati del Partito Democratico, interessando senza alcun costrutto anche il consigliere regionale Antonio D’Annibale.
Di tutto ciò rimane, comunque, un dato di fatto: la Regione Lazio è pronta a stabilizzare tutti i lavoratori Lsu, sia in servizio nei Comuni che nelle Comunità Montane, anche se queste ultime a breve saranno soppresse.
È evidente che a questo punto il compito della Regione si esaurisce nella volontà di intervenire per una stabilizzazione generale dei Lsu, e spetta solo ai Comuni procedere verso questa direzione.
Sono fiduciosa e spero in un ravvedimento della posizione assunta dall’amministrazione comunale di Priverno, perché non si può penalizzare oltre misura la dignità dei lavoratori da stabilizzare con stucchevoli e incomprensibili distinzioni.
Personalmente continuerò a non far mancare il mio impegno per i lavoratori socialmente utili di Priverno, Sonnino, San Cosma e Damiano e Monte San Biagio, oltre a tutti quelli da stabilizzare nel resto dei Comuni dei Monti Lepini e della Provincia di Latina, Comunità Montane comprese.
Gina Cetrone (Pdl)
Consigliere regionale del Lazio



























gennaio 19th, 2012 at 1:06 pm
Ringrazio tutti coloro che si inpegnino alla assunzione di queste famiglie con figli senza un lavoro io Carinci Claudio da 15 anni con i LSU presso un museo essendo anche invalido non mi spiego come ancora si divertono a scherzare sulla mia pelle ecc. ecc. un ciao a tutti voi.